TM Roadshow: sesta tappa "intervento, way-out e follow up"

Nei post precedenti: introduzione , prima tappa (“Chi è il T M”), seconda tappa (“Chi non è il TM”), terza tappa (“DNA del TM”), quarta tappa (“Identikit del TM”),quinta tappa (“Quando Inserire un TM”). In TMDirect abbiamo delineato il percorso progettuale dall’inserimento al way-out del TM con la conseguente eredità manageriale.

  1. Il processo richiede un commitment deciso dell’imprenditore che deve fornire al TM le deleghe adeguate perla componente operativa (attività e ruolo) e per le autonomie gestionali e finanziarie prima e non durante l’intervento.

  2. La scelta del Temporary Manager dipende dalle condizioni di sistema ed ambiente, dal contesto aziendale e dalla specificità del progetto. Ci sono tre opzioni in genere:

    • un manager di funzione (es. direttore vendite, marketing, produzione, operations, sistemi informativi, controllo di gestione, finanza) per dare continuità;

    • un manager che gestisca un progetto, una riorganizzazione (turnaround) o una crisi (es. direttore generale/amministratore delegato);

    • un manager imprenditore che può intervenire apportando capitali o acquisendo l’azienda una volta riorganizzata.

  3. Essendo un progetto vitale, tutte le componenti aziendali debbono essere coinvolte. L’imprenditore deve comunicare al team quando si introduce il TM e presentare il professionista ed il progetto in un kick off meeting.

  4. La gestione delle fasi dell’intervento è importante in quanto la diagnosi imprenditoriale e quella del TM possono inizialmente differire: è fondamentale condividere il processo, i passaggi (le fasi intermedie) e gli obiettivi con verifiche programmate tra imprenditore e TM.

  5. Il TM deve consegnare al termine del progetto (way-out), un metodo, un’organizzazione focalizzata, talvolta deve selezionare il suo successore o farlo crescere dall’interno: deve fornire un apporto di know how e cultura a sostegno dei risultati per garantire la futura continuità aziendale (eredità manageriale).

  6. La durata dei progetti varia in funzione della tipologia dell’intervento. In genere si va da un minimo di 6 mesi per i progetti di continuità funzionale fino ai 2 anni per gli interventi più complessi (turnaround, riorganizzazione, NEWCO).